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 I Caduti di Nassirya

 

Domenico Intravaia 44 anni di Monreale (Palermo), spostato e padre di 2 figli.
Giovanni Cavallaro, di Messina abitante a Nizza Monferrato Asti (lascia una bimba di quattro anni), aveva già partecipato ad altre missioni all'estero.
Giuseppe Coletta, di 38 anni, da sei mesi in Iraq, lascia 2 figli, era di San Vitaliano  
Alfio Ragazzi, 39 anni, in servizio al RIS di Messina
Silvio Olla,
32 anni di Sant'Antioco, sottufficiale dell'esercito italiano.
Enzo Fregosi, 56 anni, ex comandante dei Nas di Livorno, lascia la moglie e due figli (uno é carabiniere).
Massimiliano Bruno,
biologo del RIS di Roma, sposato risiedeva a Civitavecchia. Era di origine bolognese.
Alfonso Trincone , 44 anni, sposato e padre di tre figli, romano, lavorava al NOE
Filippo Merlino, 40 anni maresciallo, comandava la stazione dei carabinieri di Viadana Mantova
Daniele Ghione,
30 anni, di Finale Ligure (Savona)
Ivan Ghitti,
30 anni, carabiniere milanese aveva partecipato a tre missioni in Bosnia  
Andrea Filippa
, carabiniere
Emanuele Ferraro, 28 anni, nato a Carlentini (Siracusa) caporal maggiore dell'esercito.
Alessandro Carrisi,
leccese, era in ferma breve nell'esercito italiano aveva solo 23 anni.
Orazio Majorana, 29 anni di Catania di stanza da quattro anni a Laives Bolzano,
Massimo Ficuciello, figlio del generale Alberto Ficuciello, si trovava a Nassiriya per girare un documentario sull'attivitá del contingente italiano, tenente dell'esercito.
Marco Beci,
funzionario della cooperazione italiana in Iraq
Stefano Rolla, sceneggiatore, regista, produttore esecutivo, era di La Spezia, 65 anni sposato con due figli.
Pietro Pietrucci, caporale dell'esercito, 22 anni di Casavatore Napoli é morto a Kuwait city dove era arrivato in gravissime condizioni.

                                                 Una fredda mattina del 12 Novembre 2003
improvvisamente interrotta da una edizione straordinaria dei TG: Un attentato alla Caserma dei nostri Carabinieri a Nassiriya in IRAK. Una strage, 18 morti di cui 12 Carabinieri, 4 Militari in servizio in quella caserma, due civili. Noi Italiani abbiamo pianto i nostri eroi in ogni parte del mondo , caduti per la pace. Perché chi si è sacrificato per la pace non va dimenticato mai. E quando, durante i funerali, sono state lette le Preghiere del Soldato e del Carabiniere, la Basilica di San Paolo si è unita in un solo applauso, è in questo modo che l’Italia Vi ha reso omaggio, anche se non sarà mai degna della Vostra Memoria. Il Silenzio, che ha scandito i momenti finali della cerimonia funebre, è stato un silenzio che forse non avrà mai fine. Voi, da lassù, continuerete la Vostra missione, e Noi, qui, non smetteremo mai di ricordarvi. Il Vostro Sacrificio merita i più Alti Onori che un uomo merita di ricevere,
l’Italia è accanto a Voi, ai Vostri familiari ed ai tutti i Reduci!

 

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